Italia femminile, ora serve la svolta: cosa può cambiare in campo

Una sconfitta per 5-0 non può che essere pesante e difficile da digerire, soprattutto se arriva a pochi giorni di distanza dalla buona prestazione all’esordio contro l’Argentina, nonostante la rete decisiva sia arrivata nel finale. Proseguire il cammino al Mondiale femminile non è comunque del tutto impossibile per l’Italia, ma è inevitabilmente necessario cambiare marcia se si vuole raggiungere l’obiettivo.

Ridurre al minimo gli errori in difesa non può che essere il primo passo, ma non è certamente l’unico. Un ko del genere, infatti, non può essere giustificato solo dalle disattenzioni della retroguardia. E’ tutto l’undici che sarà schierato da Milena Bertolini nel prossimo match, oltre agli eventuali rincalzi, a dover dimostrare di essere squadra e di avere fatto tesoro della cattiva prestazione vista contro le svedesi.

Italia femminile: basta alle giustificazioni

Al termine del match contro le svedesi Milena Bertolini ha provato a sottolineare quanto di buono fatto dalle sue giocatrici nella prima mezz’ora di gioco. Cercare di trovare qualcos di positivo in una debacle di tale portata può essere certamente importante in vista della gara che può decidere la qualificazione, ma per alcuni non può essere ritenuto sufficiente. Più di metà match è stato infatti completamente insufficiente, soprattutto per l’incapacità di reagire delle azzurre.

Anzi, se possibile la sconfitto ha contribuito a ridare voce a chi aveva criticato non poco le scelte del ct, non solo per quanto riguarda la formazione schierata nell’ultimo match (su tutte, la mancata presenza di Laura Giuliani tra i pali). In tanti, infatti, non hanno apprezzato due esclusioni davvero eccellenti, quella di Sara Gama, giustificata da uno stato di forma non eccezionale ma utile per la sua leadership in spogliatoio, e quella di Martina Piemonte, protagonista di un’ottima stagione con il Milan, che avrebbe potuto essere utile per gli spunti in velocità.

Non si deve però minimamente mettere in conto di non poter centrare la qualificazione contro il Sudafrica. Bonansea e compagne, infatti, si troveranno di fronte un avversario più che alla portata, che al momento risulta essere al 54esimo posto del ranking, mentre le nostre ragazze sono al 16esimo. Insomma, almeno sulla carta non c’è paragone che regge.

E’ però altrettanto miope pensare che il problema sia la difesa. Prima dell’ultima sconfitta, infatti, l’Italia aveva subito un solo gol (su rigore, contro la Colombia) nelle ultime quattro partite. Sono però soprattutto le palle inattive l’anello debole della squadra, proprio per questo sarebbe bene che il tecnico capisse che marcare a zona non rappresenta in questi casi il sistema ideale. Forse anche un cambio in porta non sarebbe un’idea da scartare a priori, nonostante sia piuttosto raro tra gli allenatori. Durante ha fatto bene in campionato, ma si è mostrata troppo insicura contro la Svezia, tornare a quella che è ancora la titolare di ruolo, ovvero Giuliani, sarebbe ideale. La sua esperienza, oltre a quella di altre compagne, può fare la differenza.

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